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Il lavoro uccide

De api
mercredi 26 novembre 2008 par anik

Dicevano che non ci sarebbero stati più morti sul lavoro, che il progresso, la tecnologia, la scienza avrebbero messo fine a una secolare mattanza che vede quotidianamente stragi infinite di operai nelle fabbriche della morte : nuove macchine, sicure e affidabili, avrebbero sostituito la manodopera sui luoghi di lavoro, riducendo al minimo gli incidenti e anzi "spostando" gli operai dai capannoni industriali agli uffici, dove il rischio di mortalità è praticamente nullo.

Eppure ogni mattina vedo tram affollati di"italiani " e "stranieri" che se ne vanno a lavorare senza la certezza di potersene tornare a casa alla sera, vedo cantieri che aprono ovunque, vedo sempre e sempre più file di disoccupati e gente incazzata che ha voglia di gridare basta a questo sistema di merda...

Ieri a dare l’addio a questo mondo è toccato ad un giovane, un diciottenne, un mio compaesaneo, Michele. Ed è lì che ti incazzi di più : quando senti in quella scatola nera chiamata tv che CINQUE OPERAI CINQUE hanno perso la vita ti incazzi, vorresti spaccare il mondo e gridarglielo forte a quei politici di merda che fanno soldi sulla pelle della gente, ma alla fine te ne stai al tuo posto ; quando però succede a qualcuno che conosci, qualcuno che bene o male incroci ogni giorno, quando a morire inaspettatamente è un ragazzo che fino al giorno prima abitava davanti a te, un ragazzo col quale non condividi nessuna idea politica ma che cazzo, AVEVA SOLO 18 ANNI, beh allora non ce la fai più, allora cresce in te non solo la rabbia, ma la consapevolezza che così non va, non va davvero.

da "L’Espresso" : In fin di vita a diciotto anni per un incidente sul lavoro. La testa spaccata, forse stritolata dal macchinario su cui stava lavorando, un rullo lungo una quindicina di metri che serve a fabbricare cuscini. Michele Matera, un operaio che vive con la famiglia a Montale (Pistoia), è ricoverato in condizioni disperate nella terapia intensiva neurochirurgica di Careggi. E´ arrivato al pronto soccorso con l´elicottero del 118 intorno alle 15.30 di ieri dall´azienda Green Foam di Vaiano, in provincia di Prato. Sono stati i suoi compagni di lavoro a trovarlo a terra con la testa rotta vicino alla macchina e a chiamare i soccorsi.

I tecnici della medicina del lavoro della Asl stanno cercando di ricostruire l´incidente. La Green Foam è una ditta giovane, occupa da appena un mese un grande magazzino in via degli Stampatori, ai margini del paese. Il titolare è lo zio di Michele Matera, che è uno dei tre dipendenti. Secondo i primi accertamenti i contratti sarebbero tutti in regola. Nel grande magazzino c´è solo il macchinario per produrre i cuscini, pure quello nuovo. Da un lato c´è un braccio meccanico da cui esce poliuretano e finisce dentro a degli stampi, che si chiudono per dare la forma del cuscino. Quegli stampi poi scorrono lungo il rullo fino ad arrivare dall´altro capo del macchinario, dove si riaprono lentamente e buttano fuori il prodotto, che viene imbustato dal lavoratore. Una grata obbliga l´operaio a rimanere ad una distanza di sicurezza dalle bocche che si aprono e si chiudono.

Bisogna chiarire dove il giovane abbia sbattuto la testa, comunque contro una parte del macchinario. Secondo una prima ricostruzione degli uomini della Asl l´incidente potrebbe essere avvenuto proprio dove finisce la lavorazione dei cuscini. Non si esclude l´ipotesi che Michele abbia superato la grata e sia andato proprio di fronte alla bocca di uno degli stampi, magari perché qualcosa era incastrato, e la testa sia rimasta in mezzo e schiacciata. Ieri dall´azienda dicevano che l´apertura e la chiusura di quelle bocche è molto lenta. Gli ispettori della Asl spiegano che il corpo dell´operaio è stato trovato ad una certa distanza dal macchinario. « La posizione potrebbe non essere quella del momento dell´infortunio - dicono dalla sicurezza sul lavoro - Può succedere perché spesso i colleghi per soccorrere il ferito lo spostano. Vedremo, faremo altri approfondimenti ». Dall´azienda avrebbero detto di essersi accorti dell´incidente quando era già avvenuto e il giovane si trovava a terra privo di sensi. La Asl, intervenuta insieme ai carabinieri, dopo il primo sopralluogo ha messo sotto sequestro il capannone, dove si tornerà oggi per fare altri accertamenti volti a chiarire la dinamica ed eventuali responsabilità.

Dopo un primo intervento dell´ambulanza della Misericordia di Vaiano, ieri pomeriggio la centrale del 118 ha deciso di far arrivare l´elicottero Pegaso, che ha trasportato il giovane infortunato a Careggi. Qui è stato preso in carico dal pronto soccorso, dove sono arrivati i neurochirurghi che hanno provato a ridurre i danni al cranio, rotto in più punti. Poi, in serata si è deciso di trasportare il giovane nella terapia intensiva neurochirurgica in un ultimo disperato tentativo di salvarlo. Le sue condizioni sono gravissime.

Postedby api


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